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Trentino sabato 18 aprile 2015 – Sulle tracce del secolo breve

Trentino sabato 18 aprile 2015

Sulle tracce del secolo breve
Da oggi al 6 settembre la grande mostra al Castello del Buonconsiglio.

di Paolo Piffer Oltre 200 tra dipinti, disegni, incisioni, diari, lettere e documenti vanno a comporre “L’ Europa in guerra. Tracce del secolo breve”, una vasta mostra che da oggi al 6 settembre “occupa” il Castello del Buonconsiglio a Trento. Negli anni del Centenario dalla Prima guerra mondiale non poteva esserci luogo più simbolico del Buonconsiglio per allestire un’ esposizione di questo genere. Qui, accusati di alto tradimento, furono giustiziati dagli austro-ungarici gli irredentisti Cesare Battisti, Damiano Chiesa e Fabio Filzi.

Se poi l’ iniziativa arriva da Trieste (l’ altra città per l’ annessione della quale all’ Italia in molti combatterono), dove è rimasta aperta nei mesi scorsi nello spazio del Magazzino delle Idee, il cerchio si chiude. Ancor di più visto che proprio cent’ anni fa il Regno d’ Italia dichiarò guerra agli Imperi centrali sprofondando il Paese in una tragedia immane.

A prezzo di centinaia di migliaia di vite, di fantaccini mandati a fare la guerra su monti di cui spesso neanche sapevano il nome. Come, d’ altra parte, e nello stesso modo, succedeva sul fronte opposto. “Fuori da ogni retorica, fuori dalle banalità

celebrative – sottolinea quindi opportunamente il curatore Piero Del Giudice, scrittore, giornalista ed editore – questa mostra mette in scena tragedie e lutti della guerra, movimenti e singole persone che alla guerra si oppongono, soldati e anche ufficiali che alla morte si ribellano”.
“L’ Europa in guerra”, che arriva a Trento con qualche settimana di ritardo rispetto a quanto previsto in un primo momento (come anticipato dal “Trentino” nei mesi scorsi) anche per la complessità di adattarla a spazi e ambienti così “impegnativi” come quelli del castello, è frutto della collaborazione tra Fondazione Museo storico del Trentino, Castello del Buonconsiglio e cooperativa “La Collina” ed è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalle Province di Trento e Trieste. L’ accompagna un catalogo monstre edito da “e” di Trieste che contiene contributi corposi che indagano le cause e gli interessi che hanno scatenato il conflitto e le condizioni di subalternità dei contadini e degli operai che parteciparono alla guerra e che in milioni morirono o vennero feriti, nel corpo come nella psiche.

Non solo, nel catalogo – che a questo punto non può che risultare ben più che una semplice riproduzione di quanto c’ è in mostra, piuttosto un’ integrazione se non un’ appendice – si dà conto delle ribellioni, dalla rivoluzione bolscevica, riuscita, a quella spartachista del 1919, fallita, fino a quelle individuali di cui si trova traccia nelle lettere censurate dei soldati ritrovate nei fondi dell’ Archivio Centrale di Stato. La mostra, la cui cifra è quella di un excursus storico-artistico con una forte caratterizzazione simbolica, è divisa in tre sezioni.

Nella prima il racconto privilegia la rappresentazione del “cuore sanguinante della guerra”, dei soldati nelle trincee, del panorama dei campi di battaglia e dello spazio martoriato tra le trincee. Nella seconda parte si trovano le opere degli artisti che si opposero alla guerra mentre nella terza trova albergo la religiosità e la devozione popolare durante il conflitto.

Come dire, accanto alle grandi opere di Dix, Grosz, Sironi, Sartorio, Balla, Depero e tanti altri trovano posto i pittori di guerra, di trincea, come gli ex voto. “Alto” e “basso” fianco a fianco, mischiati, tasselli di un quadro più grande e tragico. Orario di apertura: dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 17 (dal 5 maggio dalle 10 alle 18).

Tracce del secolo breve