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L’Adige – Nelle tele dei pittori -soldato il non senso della guerra

L’Adige sabato 18 aprile 2015

Nelle tele dei pittori -soldato il non senso della guerra

MAGDA DI MEO È stata inaugurata ieri presso il Castello del Buonconsiglio la mostra dedicata al primo conflitto mondiale intitolata «L’ Europa in guerra. Tracce del secolo breve», promossa dalla Fondazione Museo Storico del Trentino, con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trento e della Provincia di Trieste, del Castello del Buonconsiglio di Trento e della cooperativa sociale onlus La Collina.

L’ esposizione, realizzata nell’ ambito delle iniziative dedicate al centenario della Prima Guerra mondiale, nasce con l’ intento di trasmettere la visione della guerra attraverso le opere e le testimonianze di chi al conflitto si opponeva e le reazioni di chi invece, in principio, lo appoggiava.

«Il nucleo artistico di questa realizzazione – commenta con entusiasmo Piero Del Giudice, curatore della mostra vuole essere il vero e proprio choc che provarono gli artisti “sostenitori” della guerra, futuristi in primis, una volta giunti al fronte: tutti si resero conto che non c’ era nulla oltre alla morte e nessuna motivazione aveva più senso di fronte all’ ovvietà del male».

Attraverso più di duecento opere tra tele, tempere e disegni d’ autore (su tutti Otto Dix, Mario Sironi, George Grosz, Kathe Kollwitz, Giacomo Balla, Giulio Aristide Sartorio, Italo Brass e Fortunato Depero), oltre a diari, documenti e lettere censurate tuttora inedite, il visitatore legge la vera guerra senza prese di posizione e guarda il conflitto sotto un nuovo punto di vista fatto di fame, pidocchi, sterminio, nascita di fratellanze tra trincee nemiche, stupri e

violenze.
La mostra è suddivisa in tre sezioni: la prima racconta il sangue della guerra, i soldati nelle trincee, i morti sui campi di battaglia; nella seconda sala si trovano gli artisti che si opponevano alla guerra, come Giuseppe Scalarini, vignettista del quotidiano socialista l’ Avanti, e Helios Gagliardo, artista «didattico» che operò postguerra; infine, nella terza sala, si indaga la religiosità popolare durante il conflitto, attraverso ex-voto, arti popolari e oggetti di quella devozione estrema, popolare e barbarica, a cui ricorrono i soldati al fronte a due passi dalla morte.
È impossibile capire davvero cosa abbia rappresentato la tragica esperienza bellica per ciascuno dei soggetti coinvolti ma la mostra, incentrata sul trauma vissuto dai «pittori soldato», riesce nell’ intento di fornire uno straordinario scorcio dell’ epoca e diffondere una profonda riflessione in tutti noi, dando un senso alle commemorazioni in corso sulla Grande Guerra.
La mostra è visitabile tutti i giorni – tranne i lunedì – dalle 9.30 alle 17.00 e, dal 5 maggio, dalle 10 alle 18. Dal 20 luglio 2015 al 31 agosto 2015 aperta anche il lunedì.

Tracce del secolo breve