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L'europa in guerra
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Bertolt Brecht (1898-1956)

Leggenda del soldato morto (Legende vom toten Soldaten,1917)

 

E siccome non c’erano speranze
di pace dopo quattro primavere,
il soldato tirò le conseguenze:
da eroe volle cadere.

Ma la guerra non era ancora in porto,
per questo al Kaiser spiacque
che il suo soldato se ne fosse morto;
in anticipo gli parve.

Mentre l’estate sfiorava le fosse
ed il soldato dormiva di già,
la commissione medico-militare
una notte si mosse.

La commissione medica si spinse
fino al cimitero,
disseppellì con vanga benedetta
il defunto guerriero.

Ed il dottore visitò con scrupolo
il soldato o i resti del soldato.
Dichiarò ch’era “abile-arruolato”
e s’imboscava di fronte al pericolo.

Il soldato si presero con sé
nella bella notte blu.
Senza l’elmo si potevano vedere
le stelle della patria lassù.

Acquavite bruciante gli versarono
nella salma imputridita,
due infermiere appesero al suo braccio
e una donna per metà svestita.

E siccome lui puzza di putredine
davanti un prete zoppica
e sulla testa gli agita un turibolo
perché non puzzi troppo.

Davanti la banda fra il chiasso dei piatti
suona una marcia briosa.
Ed il soldato, esperto del mestiere,
scaraventa le gambe dal sedere.

Il braccio intorno a lui, fraternamente,
due sanitari marciano, se no
lui nella melma gli ripiomberebbe
e questo accadere non può.

Hanno dipinto il sudario del morto
di nero di bianco di rosso
e glielo portano davanti; lo sporco
sotto i colori rimane nascosto.

Precedeva un signore con il frak
e la camicia dura
come ogni buon tedesco che si sa
il dovere non trascura.
Passarono così tra il chiasso dei piatti
per lo stradale ombroso
ed il soldato barcollava come
un bioccolo in un giorno nevoso.

I gatti e i cani gridano
e i topi nei campi con fischio selvaggio:
non saranno mai francesi
sarebbe per loro un oltraggio.

E quando i villaggi traversano
un mucchio di donne era là.
Si chinano le piante. Splende la luna piena.
E tutti gridano hurrà.

Con il chiasso dei piatti e gli arrivederci!
E donna e cane e pretonzolo!
E in mezzo il soldato morto
come uno scimmiotto sbronzo.

E quando i villaggi traversano
nessuno riesce a vederlo
tanti gli stanno in cerchio
con il chiasso dei piatti e gli hurrà.

Tanti ballano e schiamazzano intorno
a lui che nessuno lo vede.
E forse lo vedresti ma dall’alto
dove splendono solo le stelle.

Le stelle non ci sono sempre
e l’aurora sorge.
Marcia il soldato, esperto del mestiere,
verso un’eroica morte.

 

(Poesie 1918-1933, Einaudi, 1968)

[traduzione Roberto Fertonani]

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